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Fotonica nella cybersecurity: un approccio integrato

21.01.2025


Articolo precedente della newsletter, settimana 04:

<-- Il futuro dei chip: la rivoluzione dei processori fotonici per l'IA


La fotonica, la scienza che manipola i fotoni, ha rivoluzionato negli ultimi 40 anni non solo la capacità, ma anche la qualità della trasmissione dei dati. Le fibre ottiche trasmettono informazioni attraverso impulsi di luce, e questa tecnologia trova oggi applicazioni innovative nei processori per l'IA grazie a reti neurali fotoniche, che promettono velocità nell'ordine dei PetaFLOPS (FLOPS, acronimo di FLoating Point Operations Per Second, indica il numero di operazioni in virgola mobile eseguite da una CPU in un secondo) con un consumo energetico drasticamente ridotto.

Nel contesto della cybersicurezza, la fotonica offre vantaggi significativi rispetto ai metodi di comunicazione tradizionali, introducendo un livello di sicurezza fisica difficilmente compromettibile.

Distribuzione delle chiavi quantistiche: reale sicurezza quantistica

La Quantum Key Distribution (QKD) sfrutta i principi della meccanica quantistica trasmettendo stati quantistici di singoli fotoni tra due punti per generare chiavi crittografiche sicure. Il protocollo BB84 si basa sulla polarizzazione dei fotoni in quattro stati possibili. Se un intruso tenta di "osservare" questi fotoni, interviene il principio di indeterminazione di Heisenberg: ogni misurazione altera lo stato quantistico del fotone, rivelando immediatamente il tentativo di intercettazione.

Dopo la trasmissione, mittente e destinatario effettuano un confronto delle chiavi per garantire che non ci siano stati tentativi di intercettazione, assicurando così la sicurezza della chiave finale.

Sensori fotonici: avanzata protezione fisica

I sensori fotonici rilevano minime alterazioni nell'integrità delle fibre ottiche con precisione sub-millimetrica utilizzando tecniche come la riflettometria ottica nel dominio del tempo (OTDR). Sistemi di rilevamento distribuito della temperatura (DTS) aggiungono un ulteriore livello di sicurezza, individuando fluttuazioni termiche che potrebbero indicare manipolazioni.

Un'intercettazione ottica fisica può deviare parte del segnale luminoso senza interrompere la trasmissione principale. Per contrastare questa minaccia, i sistemi moderni implementano il monitoraggio continuo delle prestazioni ottiche e un'analisi spettrale in tempo reale.

Elaborazione diretta: il futuro della sicurezza

I circuiti integrati fotonici (PICs) manipolano i fotoni senza conversioni elettro-ottiche intermedie, riducendo la latenza da microsecondi a nanosecondi. Nel monitoraggio del traffico di rete, possono analizzare flussi di dati nell'ordine dei terabit al secondo. Le reti neurali fotoniche possono eseguire operazioni di inferenza con una latenza inferiore a un microsecondo, fondamentale per risposte rapide agli attacchi informatici.

L'integrazione della fotonica nelle infrastrutture di sicurezza richiede soluzioni scalabili compatibili con le reti 5G e 6G. La standardizzazione delle tecnologie fotoniche è una priorità, con organizzazioni come ITU-T ed ETSI impegnate nello sviluppo di standard specifici. La resilienza quantistica diventa cruciale con l'avvento dei computer quantistici, mentre i progetti pilota per reti QKD dimostrano già la fattibilità di questa tecnologia.

La fotonica ridefinisce i paradigmi della cybersecurity, dalla generazione di chiavi quantistiche alla elaborazione neuromorfica. Questa tecnologia richiede un approccio olistico: combinare innovazioni fotoniche con pratiche di sicurezza tradizionali collaudate rimane essenziale per sistemi di protezione efficaci e resilienti.