In Europa occidentale, la produzione di TNT è stata fortemente limitata a causa di normative ambientali sempre più restrittive. Attualmente, in Europa esiste un solo sito produttivo attivo: Nitro-Chem in Polonia, con una capacità di circa 10.000 tonnellate di TNT all’anno. Questa situazione ha portato a una forte dipendenza dalle importazioni da Paesi come Cina e India, dove le normative ambientali sono meno rigorose. Fino al 2022, una parte del TNT veniva importata anche dalla Russia, ma le sanzioni hanno interrotto questa rotta di approvvigionamento.
L’Europa sceglie quindi di non gravare sul proprio territorio, affidandosi a fornitori esterni – una forma di greenwashing. È come imporre l’uso delle auto elettriche sul proprio territorio, ma generare l’energia necessaria “bruciando pneumatici” altrove.
La differenza, però, è che in questo caso non si delega solo la produzione di TNT, ma anche una parte della capacità difensiva a soggetti terzi – una scelta che, almeno in superficie, non sembra particolarmente strategica.
Per comprendere meglio la portata di questi numeri, è utile analizzare alcuni dati relativi a conflitti recenti.
Le cifre provengono da fonti tendenzialmente occidentali, come rapporti del Dipartimento della Difesa statunitense e del Royal United Services Institute. Non pretendono di essere esatte, ma restituiscono un ordine di grandezza plausibile.
Questi dati non possono essere interpretati come un indicatore diretto dello sviluppo di un'azione militare, poiché il sistema è estremamente complesso. Ad esempio, un attacco informatico potrebbe paralizzare completamente la logistica del nemico, rendendo inutilizzabili le armi, anche solo come deterrente.
Passiamo ai numeri: nelle fasi iniziali del conflitto, le forze russe sparavano tra i 20.000 e i 40.000 colpi al giorno, con picchi oltre i 50.000. Secondo il Wall Street Journal, nel corso dell’inverno 2023–2024 il numero è sceso gradualmente a una media di 10.000–12.000 colpi al giorno (contro circa 2.000 da parte delle forze ucraine).
Supponendo in media l’uso di munizioni calibro 155 mm, ciascuna con circa 6 kg di TNT, si può stimare in modo conservativo un consumo giornaliero di circa 200 tonnellate di TNT, sceso negli anni successivi a circa 60 tonnellate al giorno.
A titolo di confronto: la quantità prodotta annualmente in Europa basterebbe appena per circa 50 giorni di guerra intensa, prendendo come riferimento i livelli di consumo del primo anno del conflitto in Ucraina.
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